Verso la fine del 2003, una Banca aveva 246 mila computer desktop e portatili, 30.000 server, 14 grandi data center e altri 30 nodi di minore importanza. Il problema erano le enormi distanze che dividevano queste entità. Nessuno era al corrente dell’allocazione degli strumenti e soprattutto di chi li utilizzava. La direzione della Banca decise di fare chiarezza e di organizzarsi secondo le linee guida dell'IT Service Management (ITSM). Utilizzando le practice ITIL, sono stati identificati i processi coinvolti nella gestione. In primis i processi di maggiore importanza e legati al business. ITSM è diventato il modus operandi con cui i professionisti IT si interfacciavano con il lato commerciale. La Banca ha così implementato ulteriormente i propri affari utilizzando lo strumento ITSM, questo significa che non ha solo migliorato la gestione dei materiali ma ora è in grado di sapere quanto è il prezzo di acquisto, quanto costa a farlo funzionare e quanto costerebbe sostituirlo. Adesso è possibile fare una pianificazione finanziaria basata su spesa, si è in grado di mostrare quanto è funzionale un server ed il suo costo.
Fonte: Sharon Gaudin www.itmanagement.earthweb.com/netsys/article.php/3550136
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